VIVI LA SARDEGNA

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DA OLBIA AI NURAGHI

Dalla citta' alle tombe dei giganti

La città di Olbia, principale porto ed aeroporto turistico dell’isola, sorge in fondo ad una profonda insenatura ben protetta dai venti marini. Il centro storico offre una serie di belle chiese come la settecentesca parrocchiale di S. Paolo Apostolo: in stile gallurese, l’edificio sorge nella parte più alta del centro storico; di grande interesse ugualmente la basilica di San Simplicio, ex Cattedrale del Giudicato di Gallura, risalente al XI secolo.
All’interno del paese si trovano le Mura Puniche, in Via Torino; le vestigia puniche (in pratica tracce storiche dell’epoca dei Cartaginesi, chiamati in latino Phoenici per via delle loro origini Fenicie) in Via Nanni; e i resti dell’Acquedotto Romano, in Via delle Terme.
Il Museo Archeologico, con la pregevole testa di statua di Ercole e le navi di epoca romana, è visitabile tutto l'anno. 

A pochi chilometri a sud di Olbia, lungo la strada per Loiri, sorge il Castello di Pedres: una piccola fortezza di cui rimangono tratti di mura e parti di una torre, incastonato su un’altura dalla quale è visibile tutta la piana intorno alla città.

Poco più avanti si arriva ai siti archeologici di Sa Testa e alla Tomba dei giganti Su Mont’e s’Abe, aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 20:00, mentre il Nuraghe Cabu Abbas è aperto dalle 09:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 20:00.

Le testimonianze architettoniche dell’Età del bronzo raccontano una storia millenaria che in Sardegna è ancora tangibile e si può toccare con mano. Pozzi sacri, tombe dei giganti ma soprattutto nuraghi: il nome deriva da “nurra” che significa “mucchio, accumulo” ma anche “cavità”, un nome che ben rispecchia la forma di queste torri di pietra. Ce ne sono oltre settemila disseminate in tutta l’isola, sulle quali è aperto un acceso dibattito su cosa furono: luoghi di difesa, luoghi sacri o forse centri di ritrovo delle comunità?  In attesa che il mistero venga svelato è possibile visitare i più noti (e meglio conservati) nuraghi di Su Nuraxi, Losa e Santu Antine.

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IL CASTELLO DI POSADA

La leggenda del Castello della Fava

Il paese di Posada ha un antico centro storico medioevale, tante piccole viuzze di ciottoli, archi di pietra e porticine in legno. Alcune portano dentro caratteristici locali arredati in tipico stile sardo, dove è possibile fermarsi a bere un caffè, giusto il tempo di accorgersi della piccola e nascosta scala a chiocciola che porta alla terrazza dalla quale si può godere della vista mozzafiato sulla piana sottostante e infine, il mare.
L’edificio più rappresentativo è sicuramente il Castello della Fava che domina dall’alto il centro abitato e dal quale si può ammirare uno splendido panorama di mare e montagna.

Il Castello deve il nome ad una leggenda secondo cui nel 1300 circa una flotta di turchi pose sotto assedio gli abitanti di Posada, sperando di conquistarli per fame. Per ingannare i turchi gli abitanti di Posada fecero mangiare l’ultima manciata di fave rimaste ad un piccione, ferendolo leggermente in modo che in volo cadesse sull’accampamento dei turchi. E così fu: il piccione rivelò lo stomaco pieno di fave e indusse i turchi a sovrastimare le riserve di alimenti degli abitanti di Posada; convinti di non avere speranze, lasciarono le coste dell’isola.

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ARTIGIANATO D’AUTORE

Telai tradizionali e lame d’acciaio

Durante il viaggio capita di imbattersi nelle donne sedute fuori dalla porta di casa intente a confezionare vimini (come a Castelsardo) o tessili vari lavorati con i telai tradizionali.
Ci sono poi le botteghe zeppe di tappi e oggetti in sughero (a Tempio Pausania), le gioiellerie dove lavorano il corallo (ad Alghero) e le vetrine colorate delle ceramiche (come a Santa Teresa di Gallura, Palau e Olbia).

Ma ciò che veramente non ci si aspetta sono i coltellai di Pattada, Arbus e Tempio Pausania. I pregiati coltelli vengono chiamati anche “lame d’autore” perché si tratta di un ristretto gruppo di artigiani che utilizza ancora i metodi di lavorazione tradizionali per modellare e temperare l’acciaio della lama e per scolpire il manico ricavato dalle corna degli animali.
Chissà che cosa finirà in valigia!

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GALTELLI’

Nel parco letterario di Grazia Deledda

Galtellì da diversi anni è all'interno di diversi circuiti nazionali (Borghi Autentici D'Italia, Parchi Letterari Italiani, Legambiente Turismo, Comune Bandiera Arancione), che lo proiettano oltreoceano.
Il paese si stende sulle estreme pendici del Monte Tuttavista, al limite della Piana del Cedrino. Il centro storico conserva diverse chiese e dà la possibilità di visitare il Museo Etnografico e il parco Letterario Deleddiano.

Grazia Deledda fin da piccola si abbandona alla pericolosa passione della lettura, andando contro alle tradizioni del tempo, decidendo di scrivere e pubblicare versi e novelle.
Il più celebre dei suoi romanzi è Canne al vento (1912), ambientato quasi interamente a Galtellì: “subito dentro lo spiazzo biancheggiava tra i melograni e i palmizi, simile ad un’abitazione moresca, con porte ad arco, logge in muratura, finestre a mezzaluna, la casa di Don Pedru”. 

Nei dintorni non mancano località interessanti da visitare come i ruderi del castello medioevale di Pontes, del 1070, e la possibilità di effettuare escursioni naturalistiche sul Monte Tuttavista. Dalla cima del monte si può ammirare lo straordinario panorama su Galtellì e gli altri paesi della piana.

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DALL’ENTROTERRA ALLA COSTA

Ovvero dal porceddu all’aragosta, passando per il pane carasau

Non si può parlare di gusto in Sardegna senza parlare del porceddu arrosto che rappresenta ormai il piatto tradizionale per eccellenza. Il maialetto da latte (6-8 chili) viene infilzato su un bastone di corbezzolo e viene cotto su un fuoco di legno di ginepro, mirto, alloro e olivo. Durante la cottura viene bagnato di gocce di lardo. Quando viene servito è caldo e croccante. Il consiglio degli intenditori è quello di accompagnarlo con un buon Cannonau.

A Dorgali invece troviamo il tradizionale pane carasau, utilizzato anche per il pane frattau. Fino al 1950 era il pane delle famiglie benestanti, mentre le più modeste lo consumavano insieme al pane d'orzo o integrale.
Si pensa spesso che nelle isole la cucina sia prevalentemente di pesce, ma in Sardegna si preferisce la carne, vari tipi di pasta, i formaggi e i dolci. Il pesce non è certo escluso dalla tavola ma viene preparato prevalentemente nelle zone costiere.

La tradizione della cucina marinara sarda si trova prevalentemente nella città di Alghero dove è possibile gustare le migliori aragoste della costa. Una ricetta tipica è infatti l’aragosta all'Algherese, una sorta di zuppetta a base di polpa di aragosta, pomodori, cipolla e senape.
Infine la tipica bottarga, uova di tonno o muggine seccate, utilizzate per gli antipasti o come condimenti dei primi piatti.

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PRESIDI SLOW FOOD

Tradizioni della Sardegna orientale

La Fondazione SlowFood opera in tutto il mondo per salvaguardare le tradizioni alimentari locali, per tutelare la biodiversità domestica e valorizzare le piccole produzioni di qualità. In Sardegna i presidi sono davvero molti, ecco i più vicini alla costa orientale:

Gli alberi di Pompìa
Un albero molto rustico e resistente che raramente si ammala, fa parte della famiglia degli agrumi e cresce sporadicamente qua e là nelle campagne intorno al comune di Siniscola, tra Budoni e Orosei.
Sembra quasi un esperimento mal riuscito, invece la Pompìa esiste già da oltre due secoli e cresce solo in questa zona. Di questa pianta si usa solo la scorza per fare liquori, oppure la parte bianca per i canditi casalinghi, perché la polpa è più acida di un limone.
Solo due agricoltori coltivano e vendono le Pompìe alle poche pasticcerie e ai ristoranti di Siniscola che producono dolci tradizionali come la s’aranzata, una torta composta dai pezzi di Pompìa, mandorle, miele e confetti colorati.
Il Presidio SlowFood vuole tutelare le produzioni di dolci a base di Pompìa con l'obiettivo di diffondere la conoscenza di questo agrume e individuare nuove possibilità di impiego.

[Fonte: www.fondazioneslowfood.it]

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A PRANZO CON I PASTORI

Negli ovili di montagna

Quand’è che un semplice pranzo diventa un ricordo indelebile nella memoria? Quando riporta alla mente immagini e profumi antichi, quando si tramuta in un’esperienza da raccontare.
Nel Supramonte, a circa 70 chilometri da Siniscola, sarete avvolti dal sapore forte e deciso di un pranzo con i pastori, nella foresta o negli ovili di montagna; un’esperienza alla scoperta dei sapori più genuini di questa terra antichissima.
Negli ovili i pastori preparano i pranzi all’aria aperta o all’ombra dei boschi. Menù a base di salumi, formaggi, pecora bollita e patate, maialetto arrosto e pane caratteristico, tutto accompagnato dal corposo vino locale dal sapore intenso, il cannonau.
È possibile assistere alla suggestiva preparazione del formaggio negli antichi ovili che un tempo erano dimore dei pastori stessi e che fungevano anche da laboratorio. Qui  i pastori lavoravano i formaggi, disponendoli su graticole di canne dove li lasciavano asciugare e affumicare all’aria. Veniva acceso un fuoco al centro dell’ovile e i pastori dormivano intorno nei loro sacchi.
Nei mesi di maggio e giugno si può assistere anche al rito della tosatura delle pecore, comprensibilmente una delle ricorrenze più importanti nel mondo pastorale dove i tosatori dimostrano tutta la loro abilità.

Societa' Servizi Turistici Cultura e Ambiente di Orgosolo - Supramonte
www.supramonte.it/pranzo-tipico-con-i-pastori.php

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IL VERMENTINO DI GALLURA

Nell’isola che preferisce la carne

Sebbene la cucina sia prevalentemente di carne, eccetto per le zone costiere, nelle botti il vino per eccellenza e filo conduttore di tutta l’isola è il bianco Vermentino. Insieme al Cannonau è il vino sardo per eccellenza ed ha la D.O.C.G. in Gallura, tra le querce da sughero e le rocce levigate dal vento.
Nel paese di Monti (OT), a 20 km da Olbia, si trova una delle cantine produttrici più rinomate dell’isola, e ogni anno ospita la famosa Sagra del Vermentino, dove è possibile degustare i vini e i prodotti tipici locali.

La Cantina del Vermentino Monti
Monti (OT) 
www.vermentinomonti.it

A circa 80 km da Siniscola si trova il Museo del Vino di Berchidda, un contesto unico per immergersi nei profumi e sapori del vino in Sardegna e scoprire il vigneto didattico, un modo nuovo di vivere il museo, più dinamico e legato alle esperienze sensoriali, adatto agli adulti e ai ragazzi.

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ISOLE E SPIAGGE

I colori dell’infinito a nord est

La Sardegna è un’altra cosa: incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. E’ come la libertà stessa” [D.H. Lawrence]

Il viaggio comincia nel rosa infinito a nord est: l'Arcipelago della Maddalena, incorniciata da una miriade di scogli e rocce di granito rosa, con le sue sinuose dune plasmate dal vento. L’Arcipelago è formato da quattro isole maggiori vicine alla costa: Santo Stefano, Caprera, La Maddalena e Spargi e da altre tre al margine settentrionale: Budelli, Razzoli e Santa Maria; oltre a numerosi isolotti minori.
L’Arcipelago offre numerose e magnifiche spiagge, l’Isola di Caprera è nota non solo per il suo territorio e per la famosa scuola di vela, ma anche per il Compendio Garibaldino, un tempo dimora di Giuseppe Garibaldi. 

Scendendo verso sud lungo la costa orientale lasciatevi rapire dall’indescrivibile bellezza delle spiagge nella zona di San Teodoro: Il suo territorio comprende ben 18 spiagge, tutte accessibili in auto o a piedi con brevi e facili sentieri.
Le più note ed ammirate sono La Cinta e la spiaggia Isuledda, le cale Lu Impostu e Brandinchi, verso il magnifico promontorio del Capo Coda Cavallo: da quest’ultima si può ammirare un’eccezionale panorama sull’isola di Tavolara e godere di un mare dai colori accesi, cristallino e brulicante di vita che vi lascerà senza fiato. Una breve escursione in canoa vi permetterà di raggiungere la piccolissima isola di fronte, totalmente deserta, dove abbandonarvi qualche minuto al suono del mare che si allunga leggero sui piccoli lembi di spiaggia.

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IL GOLFO DI OROSEI

Il paradiso che ci circonda

Un’incantevole mezzaluna racchiude il Golfo di Orosei e le acque di Cala Gonone, dalla quale si può raggiungere Cala Luna. Con le montagne del Gennargentu alle spalle che si immergono dritte in mare, una spettacolare scogliera interrotta da insenature e piccole baie bagnate da acque turchesi.
Da esplorare i sentieri che collegano le numerose calette, profumati di mirto e origano. Con il kayak si può andare alla scoperta delle silenziose grotte marine.
Un susseguirsi di spiagge candide all’ombra di eucalipti e pini faranno del Golfo di Orosei un ricordo indimenticabile per i vostri sensi.

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LE TORRI COSTIERE

Un patrimonio da tutelare

Le torri costiere si scorgono tra un ombrellone e l’altro, tra una duna scolpita dal vento e una parete di scogli a picco nel mare. Spesso non si notano, ma sono tante e disseminate in tutto il territorio sardo.
Nel medioevo e fino a metà ottocento servivano per avvistare i nemici che minacciavano le coste che, essendo al centro del Mediterraneo erano spesso oggetto di attacchi di pirati e corsari. Ma servivano anche per comunicare il pericolo imminente con fiamme, campane, corni o fumate.

Nella costa orientale in provincia di Nuoro ne troviamo due: a Posada la Torre San Giovanni,  a Siniscola la Torre Santa Lucia. Nella Gallura sono tre: Torre di Vignola ad Aglientu, Torre Longosardo a Santa Teresa di Gallura e Torre  Ruja a Trinità d’Agultu.

La funzione delle torri costiere venne meno all’inizio del diciannovesimo secolo quando fu sancita l’abolizione della schiavitù e, di conseguenza, della pirateria. La perdita di interesse strategico causò la sospensione dei finanziamenti per la loro manutenzione. Alcune vennero utilizzate nella seconda guerra mondiale come presidio militare, vennero poi definitivamente dismesse alla fine degli anni ’80.

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I colori dell'infinito a Nord-Est

Domo mea” che in dialetto sardo significa “casa mia” è il concetto che meglio descrive la Sardegna e il suo popolo: l’eccezionale ospitalità che ti accoglie come a casa.

Un viaggio in Sardegna può iniziare nel rosa infinito a nord est: l'Arcipelago della Maddalena, incorniciata da una miriade di scogli e rocce di granito rosa, con le sue sinuose dune plasmate dal vento. Scendendo verso sud lungo la costa orientale, si assiste all’indescrivibile bellezza delle spiagge di San Teodoro che comprendono ben 18 lembi di sabbia, tutti accessibili in auto o a piedi con brevi e facili sentieri.

Un’incantevole mezzaluna racchiude il Golfo di Orosei e le acque di Cala Gonone, dalla quale si può raggiungere Cala Luna. Con le montagne del Gennargentu alle spalle che si immergono dritte in mare, una spettacolare scogliera interrotta da insenature e piccole baie bagnate da acque turchesi.

E poi attimi di Sardegna rurale e autentica: le lame d’acciaio degli artigiani di Pattada, Arbus, Tempio Pausania, donne sedute fuori dalla porta di casa intente a confezionare vimini o tessili vari lavorati con i telai tradizionali; il parco letterario di Grazia Deledda, l’ottima cucina marinara e le cene a base di Porceddu e Cannonau, un pranzo con i pastori negli ovili di montagna, avventure in mountain bike, immersioni in un paesaggio marino davvero inconsueto e di grande valore.

Perché “La Sardegna è un’altra cosa: incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito, nulla di definitivo. È come la libertà stessa” (David Herbert Lawrence).

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PEDALARE VERSO IL CANNONAU

Degustazioni e avventure in bicicletta

La Sardegna con la sua natura rigogliosa e selvaggia è il luogo ideale per divertenti escursioni in bici da strada o mountain bike lontani dal caos, avvolti dal silenzio rotto solamente dal passaggio delle ruote della bicicletta. I centri di noleggio bici ed organizzazione escursioni sono veramente molti, ma chi desidera un percorso alternativo per unire il piacere del vino alla passione per la bicicletta può scegliere il tour del Cannonau. Si tratta di uno dei vitigni più antichi d’Europa le cui cantine sono disseminate in tutto il territorio sardo, anche in aree molto vicine come ad esempio nella vicina Dorgali.

La Cantina Sociale Dorgali ha ricevuto diverso consenso dalla guida "Il Gambero Rosso" e si conferma una cantina che offre produzioni importanti come il Cannonau di Sardegna Vinìola Riserva ’07 che per due anni consecutivi ha conquistato il riconoscimento dei Tre Bicchieri.
www.cantinadorgali.com

Più impegnativa la tappa che porta a Jerzu, con oltre mille metri di dislivello, dove ogni anno si svolge la manifestazione “Calici di Stelle” e dove si trova la cantina Antichi Poderi di Jerzu.
www.jerzuantichipoderi.it

È possibile fare escursioni in bicicletta anche sull’isola dell’Asinara, itinerari più semplici per i quali non è necessaria una particolare preparazione fisica. Un’esperienza adatta a tutti che permette di passare una giornata a contatto con gli animali allo stato brado che popolano l’isola e dovrete essere abili per scattare velocemente una fotografia a un asino bianco o a un falco pellegrino, ma soprattutto dovrete essere leggeri per saltare da un’emozione a un incanto.

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TREKKING ED ESCURSIONISMO

Monte Tuttavista e Supramonte

A Galtellì, a metà strada tra l’oasi di Bidderosa e Cala Gonone, è possibile praticare Trekking sul Monte Tuttavista, un massiccio isolato di 806 metri d’altezza, dal quale è possibile osservare i territori che si estendono a sud verso Dorgali e a est verso il Golfo di Orosei.

Fra i vari sentieri uno fra i più semplici è quello che dalla località denominata “Loddhusio” porta alla grotta della “Conca Ruja”. Il percorso è lungo 1,5 km e lungo il tragitto sono visibili le antiche fornaci della calce e all'interno della grotta è possibile ammirare le “Domus de Janas” dove troviamo sepolture neolitiche.  Le pareti interne ed esterne alla cavità sono state chiodate e quindi permettono agli amanti del climbing di fare le arrampicate.

Ma la zona più affascinante e selvaggia della Sardegna è senz’altro il Supramonte, un connubio perfetto tra natura e cultura. Diverse escursioni organizzate permettono di raggiungere Punta La Marmora o il rifugio nuragico di Tiscali.
Il versante orientale offre uno dei percorsi di Trekking più difficili d’Italia e si possono percorrere chilometri di costa lungo le scogliere a picco sul mare, coperte da una fitta vegetazione; il consiglio è di non avventurarsi mai da soli. Superando ovili ancora oggi utilizzati è possibile fermarsi per un pranzo con i pastori. Attraversando le strade costruite dai carbonai si scorgeranno infine fiordi e calette incantevoli come Mariolu e Goloritzé.

Al Supramonte è davvero possibile vivere la natura attivamente e a tutti i livelli praticando escursioni adatte a tutti, gite in Fuoristrada, Trekking naturalistici e archeologici, percorsi in Mountain Bike, visite guidate e itinerari didattici per adulti e ragazzi. 

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NEL BLU DEI FONDALI

Immersioni a Tavolara e Capo Coda Cavallo

La Sardegna, con i suoi 1897 chilometri di costa, è il paradiso dei sub. Sotto la superficie delle acque cristalline di Capo Coda Cavallo e Tavolara si nascondono paradisi e scenari insoliti sia per chi pratica lo snorkeling lungo costa, che per gli amanti dei Diving. Entrambi possono contare sui numerosi centri dotati di attrezzature e guide esperte.

Gli spettacoli naturali si mescolano ai relitti di navi, aerei e reperti archeologici, regalando un paesaggio marino davvero inconsueto e di grande valore, infatti le aree marine di Tavolara-Capo Coda Cavallo, Capo Caccia-Isola Piana, l’Isola dell’Asinara e l’Arcipelago della Maddalena sono dei parchi nazionali protetti e godono di una vigilanza speciale.

A Tavolara tra i centri d’immersione autorizzati vi sono la Secca del Papa, una delle più apprezzate del Mediterraneo, Tegghja Liscia (ricca di cernie, orate e dentici) e Punta Arresto dove è possibile avvistare anche i delfini. Diversi anche i centri di immersione che lavorano nella zona tra Budoni a Golfo Aranci, passando per San Teodoro e Porto Rotondo.

Punto di riferimento di tutti i centri di immersione è l’AMP - Area Marina Protetta di Tavolara, il nodo della rete regionale dedicato alla conservazione della Fauna Marina che ha predisposto diversi punti informativi dedicati ai visitatori, il più vicino è la sede di San Teodoro, presso l’I.CI.MAR (Istituto Civilta' del Mare).
L’AMP promuove diverse attività naturalistiche, dall’immersione subacquea alle escursioni di Dolphin watching.
www.amptavolara.com
Cosa aspettate a immergervi?